Uno stambecco delle Alpi su una cresta rocciosa nel Parco Nazionale dello Stelvio, con le montagne del gruppo Ortles-Cevedale sullo sfondo
Stambecco alpino nel Parco Nazionale dello Stelvio — foto: Pdp1063 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi soggiorna a Villetta sulle Dolomiti spesso non se ne accorge subito, ma varcando i confini di Pracorno si entra, di fatto, in uno dei parchi nazionali più estesi d'Italia. Il Parco Nazionale dello Stelvio, istituito nel 1935, si estende sul gruppo montuoso dell'Ortles-Cevedale tra Lombardia, Trentino e Alto Adige, e in territorio trentino comprende proprio le valli di Rabbi e di Pejo, dai circa mille metri di fondovalle fino ai 3.769 metri del Monte Cevedale.

Un parco, tre regioni, una sola natura

Non è un caso che la Val di Rabbi si senta parte integrante del parco più che una destinazione a sé: l'intera testata della valle, con le sue malghe, i suoi boschi di conifere e le sue cascate, rientra nel perimetro protetto. Questo significa boschi gestiti con criteri di conservazione, una rete escursionistica capillare — oltre 1.500 chilometri di sentieri in tutto il parco — e centri visitatori dove approfondire la conoscenza di un ecosistema alpino tra i più integri delle Alpi orientali.

Rispetto ad altre zone più turistiche del Trentino, la Val di Rabbi mantiene un carattere selvaggio: pochi impianti, molti sentieri, e la sensazione — spesso confermata dai fatti — di poter incontrare la fauna alpina anche a pochi passi dal fondovalle.

Chi si può incontrare tra i sentieri

La fauna del Parco Nazionale dello Stelvio è tra le più ricche dell'arco alpino italiano. Cervi, caprioli e camosci sono relativamente facili da avvistare, soprattutto nelle ore dell'alba e del tramonto, ai margini dei boschi o sui pascoli più alti. Gli stambecchi, reintrodotti nell'area del parco a partire dagli anni Sessanta, si muovono con sicurezza sulle creste rocciose più impervie, dove pochi altri animali si avventurano.

Nei boschi e nelle zone più basse vivono marmotte, la cui caratteristica fischiata d'allarme accompagna spesso le escursioni estive, insieme a martore, ermellini, tassi e lepri alpine. Negli ultimi anni si sono registrati anche avvistamenti sporadici di lupo e, più raramente, di orso bruno, in un'area di naturale connessione con il vicino Parco Naturale Adamello Brenta. Restano incontri occasionali e mai garantiti, ma sono un segno di quanto l'ecosistema di queste valli sia ancora sano.

Per avvistare la fauna: le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio sono i momenti migliori. Muoversi con calma, evitare rumori improvvisi e portare un binocolo aumenta sensibilmente le probabilità di un incontro ravvicinato, sempre mantenendo la distanza di sicurezza dagli animali.

Camminare nel parco: sentieri per tutti i livelli

La rete sentieristica della Val di Rabbi, parte di quella più ampia del Parco Nazionale dello Stelvio, copre ogni livello di difficoltà: dalle passeggiate pianeggianti lungo il torrente Rabbies, adatte a famiglie e passeggini da trekking, fino ai percorsi più impegnativi che salgono verso i rifugi d'alta quota, ai piedi del gruppo Ortles-Cevedale. È il tipo di parco che si può vivere in un pomeriggio con una camminata leggera, oppure esplorare per un'intera settimana senza ripetere mai lo stesso sentiero.

Per chi soggiorna da noi, il parco è letteralmente alle porte di casa: si può decidere all'ultimo momento se dedicare la giornata a un'escursione impegnativa o a una passeggiata tranquilla, sapendo che in entrambi i casi si cammina dentro un'area protetta tra le più importanti d'Europa.

Un ecosistema da rispettare

Vivere il parco significa anche adottare qualche piccola regola di comportamento, valida ovunque nelle aree protette alpine: restare sui sentieri segnalati, non raccogliere piante o fiori, non lasciare rifiuti, mantenere il cane al guinzaglio nelle zone dove è ammesso. Sono accorgimenti semplici, ma fondamentali per preservare un equilibrio che ha permesso alla fauna di tornare a popolare stabilmente queste valli dopo decenni di pressione venatoria e antropica nel secolo scorso. Il Parco Nazionale dello Stelvio, in questo senso, è anche un esempio di come la conservazione a lungo termine possa restituire ricchezza naturale a un territorio.

Le stagioni del parco

Ogni stagione racconta un parco diverso. In tarda primavera i pascoli si riempiono di fioriture alpine e le mandrie iniziano la salita verso le malghe; l'estate è il momento migliore per le lunghe escursioni in quota e per gli avvistamenti di fauna, con le giornate lunghe che permettono di esplorare anche i sentieri più remoti; l'autunno regala i colori più intensi, con i larici che si tingono d'oro prima di perdere gli aghi, ed è anche il periodo del bramito del cervo, un suono che si può ascoltare all'alba o al tramonto nelle zone boscose più tranquille; l'inverno, infine, trasforma il parco in un ambiente silenzioso e innevato, dove le tracce degli animali sulla neve fresca raccontano una vita che continua anche sotto la coltre bianca.

Qualunque sia la stagione della visita, il Parco Nazionale dello Stelvio in Val di Rabbi offre sempre qualcosa da scoprire: basta un paio di scarpe adatte, un po' di pazienza, e la voglia di camminare piano, con lo sguardo attento a ciò che si muove ai margini del sentiero.

Dormi dentro il Parco Nazionale dello Stelvio

Villetta sulle Dolomiti si trova in Val di Rabbi, nel cuore del parco: la base ideale per esplorare sentieri e fauna alpina senza spostamenti lunghi.